Aumento di prodotti disinfettanti non conformi sul mercato europeo in occasione della pandemia da COVID-19
Diversi Stati Membri hanno denunciato l’aumento sul mercato di prodotti disinfettanti non conformi
09 giu 2020In risposta all’emergenza sanitaria da Covid-19 e al conseguente incremento della richiesta di disinfettanti, gli Stati Membri, in accordo con l’Unione Europea e sotto l’egida di ECHA, hanno applicato delle deroghe all’obbligo di autorizzazione per l’immissione sul mercato di prodotti biocidi, a norma dell’art.55 del Regolamento Biocidi (BPR).
Questo è stato un incentivo per molte aziende che si sono convertite e hanno iniziato a produrre e mettere a disposizione prodotti disinfettanti, così da renderli disponibili a tutti i cittadini nel minor tempo possibile.
ECHA ha affiancato gli Stati Membri nella gestione di tale deroga, pubblicando guide che accompagnassero le nuove aziende, prive di una conoscenza pregressa, attraverso gli obblighi del BPR e sottolineando la differenza tra cosmetico e prodotto biocida
In merito a quest’ultimo delicato punto, tanto da parlare di prodotti borderline, si sottolinea che la Commissione europea ha pubblicato specifici orientamenti: in particolare ha sottolineato ancora una volta come non sia opportuno affiancare ad un prodotto cosmetico un claim di tipo biocida, in quanto il cosmetico deve avere come principale funzione quella di detergere e non di disinfettare.
Nonostante molte aziende abbiano seguito le opportune procedure autorizzative per i prodotti biocidi, altre hanno approfittato della situazione, tanto che, 20 Stati Membri hanno denunciato l’aumento sul mercato di disinfettanti per le mani non conformi da marzo 2020. Tra le maggiori non conformità, sono state riscontrate:
- l’assenza dell’autorizzazione richiesta dal Regolamento Biocidi;
- l’assenza di un’opportuna etichettatura di pericolo;
- una formulazione inefficace contro il virus, ad esempio, a causa delle basse concentrazioni di principio attivo contenuto.
Poiché tali mancanze comportano un serio rischio per la salute di consumatori e utilizzatori professionali, gli Stati Membri hanno rafforzato ispezioni e controlli, anche di vendite online, al fine di individuare tali prodotti e ritirarli dal mercato. Le autorità competenti nazionali danno comunicazione delle azioni intraprese al Rapid Alert System for Non-Food Product (RAPEX), garantendo così la sicurezza del mercato e incentivando la consapevolezza da parte di tutti i cittadini della presenza di tali prodotti.
ECHA e l’European Anti-Fraud Office (OLAF) si sono inoltre unite agli Stati Membri per collaborare nella gestione dell’emergenza tramite la condivisione di notizie ed informazioni. Lo scorso marzo, inoltre, l’unità dell’OLAF che si occupa di beni contraffatti e commercio illecito, ha aperto un’inchiesta sui prodotti illegali legati al Covid-19, includendo, tra gli altri, anche i disinfettanti.
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