Ambiente

Qualità delle acque destinate al consumo umano: l’Europa pubblica una direttiva di aggiornamento e rifusione

Volontà del legislatore è quindi quella di aumentare la chiarezza della norma, integrando inoltre alcuni aggiornamenti

07 gen 2021

Il 23 dicembre 2020 è stata pubblicata la Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.

Si tratta di una direttiva di rifusione della precedente Dir. 98/83/CE, modificata a più riprese e in modo sostanziale e per la quale si rendono necessarie nuove modifiche. Volontà del legislatore è quindi quella di aumentare la chiarezza della norma, integrando inoltre alcuni aggiornamenti.

Vengono rivisti in primis i parametri microbiologici, chimici e indicatori di cui all’allegato I per la valutazione della qualità delle acque e vengono anche introdotti articoli specifici per la valutazione e gestione del rischio secondo un approccio “che copra l’intera catena di approvvigionamento, dal bacino idrografico all’estrazione, al trattamento, allo stoccaggio e alla distribuzione dell’acqua, fino al punto in cui i valori devono essere rispettati”.

Vengono inoltre meglio dettagliati i requisiti minimi di igiene per i materiali che entrano a contatto con le acque destinate al consumo umano, nonché i requisiti minimi per i prodotti chimici utilizzati per il trattamento e il materiale filtrante.

Secondo quanto stabilito dagli art. 13, 24 e 25 ci possiamo prefigurare il seguente calendario:

  • Entro 01/01/2022 la Commissione redige il primo «elenco di controllo», riguardante sostanze o composti che destano preoccupazioni per la salute presso l’opinione pubblica o la comunità scientifica (ad esempio i prodotti farmaceutici, i composti interferenti endocrini e le microplastiche). All’interno dell’elenco saranno inclusi il betaestradiolo ed il nonilfenolo. L’elenco di controllo indica un valore indicativo per ciascuna sostanza o composto e, se necessario, un possibile metodo di analisi che non comporti costi eccessivi.
  • Entro il 12/01/2023 gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi agli articoli da 1 a 18 e all’articolo 23 e agli allegati da I a
  • Entro 12/01/2024 la Commissione:
    • adotta atti delegati al fine di integrare la direttiva adottando una metodologia per misurare le microplastiche in vista di includerle nell’elenco di controllo;
    • stabilisce linee guida tecniche sui metodi analitici per quanto riguarda il monitoraggio dei “PFAS”;
    • adotta atti di esecuzione per stabilire e aggiornare un elenco di controllo riguardante sostanze o composti che destano preoccupazioni per la salute presso l’opinione pubblica o la comunità scientifica («elenco di controllo»), ad esempio i prodotti farmaceutici, i composti interferenti endocrini e le microplastiche.
  • Entro il 12 gennaio 2026 gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i valori di parametro di cui all’allegato I, parte B, per quanto riguarda: bisfenolo A, clorato, clorite, acidi aloacetici, microcistina-LR, PFAS — totale, somma di PFAS e uranio.

Ci dobbiamo quindi aspettare nel prossimo futuro conseguenti modifiche alla normativa nazionale.

 

Fonte: Gazzetta Ufficiale Europea L 435/1 del 23.12.2020